Capgemini Italia rende omaggio all’Arco di Palmira, simbolo di recupero del patrimonio storico-culturale attraverso l’uso della tecnologia digitale

La riproduzione in 3D dell’opera d’arte siriana esposta nella piazza San Graziano di Arona (NO) con il contributo di Capgemini Italia dal 29 aprile al 30 luglio 2017

L’Arco di Palmira, innalzato quasi duemila anni fa in onore dell’imperatore romano Settimio Severo e situato nel sito archeologico di Palmira in Siria, è andato distrutto nell’ottobre 2015. Con l’ausilio di Tor Art, un’azienda di Carrara, l’Institute for Digital Archaeology (IDA) di Oxford ha ricostruito l’opera in scala utilizzando la stampa 3D, con lo scopo di conservare il patrimonio storico e culturale attraverso l’uso della tecnologia digitale.

Divenuto un simbolo della capacità di recupero dell’uomo, del potere della speranza e della fratellanza di fronte alla distruzione, l’Arco di Palmira in 3D è stato finora esposto a Londra, New York e Dubai e, dopo una breve presenza al G7 della cultura di Firenze, è approdato ad Arona, unica tappa in Italia. Nel 2016, infatti, la città lacustre aveva dedicato il Civico Museo Archeologico al prof. Khaled al Assad, l’illustre archeologo che proprio a Palmira ha svolto gran parte della propria attività lavorativa e che, durante la guerra in Siria, ha cercato di mettere in salvo la maggior parte del patrimonio archeologico autoctono pagando, per questo, con la propria vita.

Capgemini, la cui mission è accompagnare le aziende ad abbracciare il digitale e i cambiamenti tecnologici della società odierna, ha deciso di supportare l’arrivo dell’Arco in Italia, anche per contribuire a diffondere universalmente un messaggio positivo di continuità culturale, pace e fratellanza, accompagnando la storia ad abbracciare il digitale per non essere dimenticata.

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